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Fido ci capisce veramente: lo conferma uno studio

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Tags: comunicarecani
Chi ha detto che i nostri amici a quattro zampe non ci capiscono veramente? Una recente ricerca pubblicata su “Current Biology” e condotta dall’Università del Sussex ha costatato che Fido non solo riesce a comprendere la voce, ma anche le parole che gli vengono rivolte dal padrone, elaborando il linguaggio umano in maniera molto simile al nostro.

i cani ci capiscono sul serio

A tal risultato si è giunti - si apprende da un articolo pubblicato su notizie.it - sottoponendo circa 250 cani a un test: son stati trasmessi loro suoni umani e frasi attraverso due altoparlanti, situati uno a destra e l’altro a sinistra dell’animale. Utilizzando un sintetizzatore vocale, gli psicologi hanno così dimostrato che, quando viene impartito a Fido un comando familiare, nell’80% questo gira la testa verso destra. Se, invece, il comando viene dato in lingua straniera e che il cane non conosce o, ancora, viene pronunciato con errori di grammatica oppure omissioni di consonanti, Fido tende a girare la testa verso sinistra.

Premesso che l’emisfero sinistro è specializzato per interpretare il contenuto verbale, mentre quello di destra è capace di analizzare la voce e il contenuto emotivo di questa, si comprende come nel primo caso dell’esperimento i cani siano più concentrati sulle parole e non sull’emozione Nel secondo caso, invece, tentano di decifrare il  il senso più emotivo delle frasi che vengono loro rivolte. Nessun dubbio, quindi. I nostri amici a quattro zampe comprendono più di quanto immaginiamo ciò che gli diciamo.

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Cuccioli protetti da un cobra...

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Tags: canicobrastoria
Due cuccioli di cane caddero in un pozzo con un cobra. In seguito accadde qualcosa di incredibile

Sentiamo spesso storie sorprendenti sul mondo animale, e più un animale è pericoloso, più la storia risulta essere incredibile.

Incredibilmente, non smettiamo mai di stupirci su quanto ogni tipo di creatura possa essere sensibile e reattiva.

Questa particolare storia ebbe luogo nello stato indiano di Punjab. Due piccoli cuccioli di cane caddero accidentalmente in un pozzo. Il pozzo era molto profondo, e non riuscivano a uscire da soli. Il loro padrone si accorse presto che mancavano, udendo in seguito l’incessante e rumoroso abbaiare della loro madre

.

L’uomo guardò giù nel pozzo e si spaventò a morte. Un cobra reale giaceva accanto ai due cuccioli! Per quanto sorprendente, il serpente non li aveva minacciati in nessun modo. Al contrario, sembrava li stesse proteggendo dalle parti pericolose del pozzo, che erano sature d’acqua. Alla fine, i cuccioli trascorsero 48 ore totali nel pozzo. Quando finalmente giunsero gli aiuti dalle autorità, il cobra strisciò verso l’altro lato del pozzo, togliendosi di mezzo. I cuccioli non erano per niente feriti, invece il serpente fu portato nella foresta e rilasciato.

Questa storia dimostra ancora una volta che persino le creature più pericolose della Terra sanno cosa significa aiutare un altro essere quando si trova in pericolo.

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La volpe stava affogando ma un passante le salva la vita

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Tags: salvarevolpe



RAGAZZA COLLEZIONA ANIMALI MORTI E TROFEI

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Tags: cacciaanimalisport
Generalmente siamo abituati a vedere uomini grassi, rozzi e sorridenti che si fanno fotografare vicino ai loro trofei di caccia, ma vedere un volto d'angelo sorridere per aver collezionato una serie di morti di ogni razza fà ancora più rabbia. Vorrei vedere questa signorina armata di solo coltello dover attraversare una savana con Leoni affamati, oppure vederla difendersi da una antilope che protegge i propri cuccioli.

FACILE FARE I FORTI CON UN ARMA IN MANO !!!

http://logokwebagencypisa.tumblr.com/post/134071970689/siirgiller-hayvanları-öldürüp-sonra-onlara

SE QUESTO E' UNO SPORT ??? VOI COSA NE PENSATE ??



Il 19 Gennaio 1925, scoppiò in Alaska, in una città di nome Nome una forte epidemia di difterite.

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Tags: baltocaneeroealaskadifterite
Balto (1922) era un siberian husky di proprietà di Leonard Seppala vincitore di tutte le più grandi corse di cani da slitta col suo pupillo Togo.

L'inizio dell'epidemia

Il 19 Gennaio 1925, scoppiò in Alaska, in una città di nome Nome una forte epidemia di difterite, e le scorte di antitossina mancavano a causa di un epidemia scoppiata nel 1918. Il primo caso di difterite venne segnalato su di un bambino inuit, ma il medico visitandolo diagnosticò una tonsillite, perché nessun altro membro della famiglia riportava sintomi di difterite. Il bambino morì il mattino seguente (la madre non autorizzò all'autopsia e la cosa peggiorò la situazione) e da allora iniziarono a verificarsi molti altri casi simili. Il primo caos ufficiale di malattia si ebbe però il 20 Gennaio 1925. Fu convocato un consiglio di emergenza da Welch (il medico che visitò il bambino inuit) e si dichiarò Nome in stato di quarantena. Fu ordinato un milione di fiali di antitossina, ma la scorta più vicina che consisteva in trecentomila unità (9 kg in tutto) si trovava ad Anchorage, la capitale, che distava da Nome più di millesettecento chilometri. Anchorage non era collegata direttamente a Nome, la ferrovia portava solo fino a Nenana a circa mille chilometri e le pessime condizioni climatiche impedivano agli aerei di alzarsi in volo e gli iceberg impedivano alle navi di attraccare.
Guarda il video dell'epidemia immagini originali del 1925


La staffetta per il siero

Per arginare a tale problema allora si scelse di usare un metodo utilizzato da sempre con la posta, cioè i cani da slitta.
L'antitossina che si trovava a Nenana distava seicento miglia da Nome, per l'impresa venne organizzata dunque una staffetta di venti mute di cani.

Il primo a partire fu un certo Edgar Bill Shannon che percorse 52 miglia, poi toccò ad Edgar Kalland che percorse 31 miglia, poi Green con 28 miglia, Johnny Folger 26, Sam Joseph 34, Titus Nikotai 24, Dave Corning 30, Hewnry Pitka 30, McCarty 28, Edgar Nollnerr 24, George Noller (il fratello) 30, Tommy Patsy 36, l'indiano Koyokuk 40, Victor Anagick 34, Myles Gonagnan 40. A questo punto venne il turno di Leonard Seppala col suo capo muta Toto, il cane più veloce della zona, fece 91 miglia tagliando per la pianura di Norton dove il ghiaccio era molto sottile, risparmiando parecchie miglia. Dopo di lui toccò a Charlie Olson con 25 miglia ed in fine Gunnar Kasson che trasportò l'antitossina per le ultime 53 miglia con un cane di Leonadr Seppala, Balto, considerato dal proprietario buono solo per portare la posta per brevi tratti.

Giunsero a Nome il 2 Febbraio 1925 dopo aver percorso 674 miglia in 127 ore ad una temperatura di circa -40°.
FOTO DI BALTO ALL'ARRIVO
Balto dopo la corsa

Balto per il fatto di essere arrivato a Nome con l'antitossina venne onorato con un cortometraggio girato nello stesso anno e con una statua nel Central Park di New York.

Balto e Kasson fecero anche un giro degli Stati uniti dove vennero elogiati da tutti. Leonard Seppala però conscio di aver fatto lui l'impresa più ardua assieme a Togo riusci ad ottenere il giusto riconoscimento e si diresse con Togo a fare lo stesso giro di Kasson, mentre costui tornò in Alaska dopo aver venduto i suoi otto cani. Dopo di ciò di Kasson non si seppe più nulla, Balto e gli altri cani invece finirono nelle grinfie di una persona che poteva esser tutto fuorché un amante dei cani.

Venivano tenuti alla catena in pessime condizioni igienico sanitarie, maltrattati e costretti ad esibirsi in un locale.
Fortunatamente vennero notati da George Kimble che decise di acquistarli, per farlo avrebbe dovuto procurarsi 2000$ in due settimane. Kimble quindi organizzò una raccolta di beneficenza attraverso la radio e una raccolta di beneficenza nelle scuole. Così, come Balto aveva salvato dei bambini ora erano dei bambini a salvare lui. Dopo essere stati liberati Balto e gli altri cani vennero portati nello zoo di Brookside a Cleveland dove furono curati. Balto arrivò cieco, sordo e artritico all'età di 11 anni, fino al Marzo del 1933. Togo morì invece all'età di 17 anni.

BALTO IMBALSAMATOIl corpo di Balto fu poi imbalsamato ed oggi è possibile ammirarlo al Museo di Storia Naturale a Cleveland, invece il corpo imbalsamato di Togo si trova al Museo di Storia naturale di Wasilla in Alaska.


Balto presso il Museo di Storia Naturale a Cleveland







ALTRI FOTO/VIDEO STORICI DI BALTO




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L'ultimo pensiero di un gatto nero prima di lasciare la sua padrona

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Tags: pensierotristegattopontearcobaleno



Sebbene molti noi abbiamo in casa un animale domestico, spesso non ci soffermiamo a pensare che cosa passi nella testa delle nostre amate bestiole.
Quando ci guardano negli occhi, quando muovono la coda per strapparci un sorriso, quando soffrono per noi se stiamo male.
"Ma che cosa pensa un animale prima di volare sul ponte dell'arcobaleno ?"


Questo video rappresenta il pensiero di un gatto prima di lasciare la propria famiglia.
Vi consigliamo di vederlo è veramente molto bello.

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Il Volpino assassino, paura in città

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Tags: volpinoassassinoscherzo
volpino killer

"Un volpino davvero terribile"
Un video simpaticissimo di un volpino molto ma moooolto terribile.

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Cane legato ad una auto e trascinato fino alla morte è successo ...

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Tags: caltanisettacaneucciso
"Ancora una storia di crudeltà contro gli animali, a Caltanissetta." 
Un cane trainato da un’auto fino alla morte. L’episodio – raccontato dal sito GeaPress – è accaduto l’altra sera alla periferia del capoluogo, ma non è stata indicata la zona dove è stata notata una macchina trainare, legato ad un corda, il grosso cane tipo maremmano.
La segnalazione è arrivata così alle Guardie Zoofile dell’OIPA, In meno di cinque minuti sono sul posto ma hanno trovato solo il cane, agonizzante. “Era ancora in vita – riferisce a GeaPress Fabio Calì, coordinatore delle Guardie Zoofile dell’OIPA – Non abbiamo avuto neanche il tempo di predisporre il trasporto dal Veterinario. Il cane è morto tra le nostre braccia”. Le Guardie hanno già avviato le indagini. Qualche indizio sembra essere stato raccolto, ma la zona era molto buia, anche se trafficata. Le verifiche proseguiranno anche nei prossimi giorni.
Il cane, dell’età presunta di circa tre anni, era un probabile incrocio di maremmano. Da un primo esame del corpo non sembrano apparire segni di malattia o altri traumi che potrebbero fare presupporre un allontanamento, per quanto tremendo, del povero animale. Le ferite visibili, infatti, erano solo quelle tipiche da trascinamento. L’animale risultava legato ad una corda per le zampe anteriori.
“Non riesco ad immaginare come si sia potuto mettere in atto un comportamento di tal genere – aggiunge il Coordinatore delle Guardie OIPA – Le indagini saranno serrate. Voglio comunque ribadire, al fine di evitare nuovi episodi di tal genere, che nel caso di impossibilità a tenere un cane, ci si deve rivolgere al Comune ed insistere per attivare tutte quelle procedure che la legge prevede“.


News aggiuntive:

Caltanissetta – Orrore in strada. Cane trainato da un’auto fino alla morteI.fatti sono avvenuti venerdi sera nella immediata periferia di Caltanissetta. Una strada trafficata nei pressi di una zona commerciale ove è stata subito notata una macchina trainare, legato ad un corda, il grosso cane tipo maremmano.
La segnalazione arriva così alle Guardie Zoofile dell’OIPA, molto note in città per la loro attività. In meno di cinque minuti sono sul posto ma trovano solo il cane, agonizzante.

“Era ancora in vita - riferisce a GeaPress Fabio Calì, coordinatore delle Guardie Zoofile dell’OIPA - Non abbiamo avuto neanche il tempo di predisporre il trasporto dal Veterinario. Il cane è morto tra le nostre braccia”. Le Guardie hanno già avviato le indagini. Qualche indizio sembra essere stato raccolto, ma la zona era molto buia, anche se trafficata. Le verifiche proseguiranno anche nei prossimi giorni.
Il cane, dell’età presunta di circa tre anni, era un probabile incrocio di maremmano. Da un primo esame del corpo non sembrano apparire segni di malattia o altri traumi che potrebbero fare presupporre un allontanamento, per quanto tremendo, del povero animale. Le ferite visibili, infatti, erano solo quelle tipiche da trascinamento. L’animale risultava legato ad una corda per le zampe anteriori.
“Non riesco ad immaginare come si sia potuto mettere in atto un comportamento di tal genere – aggiunge il Coordinatore delle Guardie OIPA – Le indagini saranno serrate. Voglio comunque ribadire, al fine di evitare nuovi episodi di tal genere, che nel caso di impossibilità a tenere un cane, ci si deve rivolgere al Comune ed insistere per attivare tutte quelle procedure che la legge prevede“.





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